lunedì 29 febbraio 2016

Losers

Quante volte gli schiavi sono stati derisi nel loro tentativo di omaggiarmi… nonostante avessero profuso tutto il loro impegno, le loro idee venivano disprezzate una dopo l'altra. O gettate via davanti ai loro occhi.
È molto umiliante, per un uomo convinto di aver fatto bene, essere deriso per le proprie scelte. E io adoro ridervi in faccia.
Mi diverte lasciare di tanto in tanto un minimo di libertà decisionale allo schiavo, per osservarlo e giudicarlo; eseguire semplicemente degli ordini è qualcosa di rassicurante: obbedire significa essere al sicuro. Per questo lo schiavo va nel panico se lo lascio solo a ragionare con la propria testa... emergono tutte le debolezze, le insicurezze, l'incapacità, il senso d'inferiorità e si sente come nudo davanti ad una Regina crudele.
Lo so, non è facile viziarmi. Ho gusti molto selettivi e io stessa fatico a trovare abiti, scarpe o accessori che mi piacciano.
E non osate propormi regali in periodo di saldi: li disdegno, soprattutto per quanto riguarda le calzature perché mi privano del piacere di indossarle per prima, nuovissime: con ogni probabilità le scarpe rimaste in negozio sono già state provate ai piedi di altre donne, e ciò è inaccettabile.
Gli schiavi devono anche fare i conti con un ulteriore capriccio, infatti mi rifiuto di tenere una wish-list nonostante mi sia chiesta molto spesso. Trovo sia priva di senso: ciò che desidero lo compro subito, senza aspettare.


Ci si può sentire derisi anche nel silenzio, sottoposti solo ad uno sguardo sadico mentre vi osservo nelle situazioni umilianti in cui vi so condurre: condizioni che vi farebbero morire di vergogna se qualcuno vi vedesse ridotti così... a quattro zampe, come un cane al guinzaglio fedelissimo alla propria Padrona. D'altra parte sono le regole della Natura... il più forte sottomette, comanda e se vuole distrugge il più debole.

lunedì 7 settembre 2015

L’umiliazione del ritorno

Ritornano strisciando, anche dopo settimane o mesi di riflessione.
Erano stati indecisi, o erano rimasti travolti e sconvolti dal mio ingresso nella loro vita. Non avevano retto il peso della verità: essere succubi, sentirsi sottomessi, essere obbligati a guardare negli occhi le proprie debolezze e non avere la forza di ammettere a se stessi di essere inferiori. INFERIORI non per gioco, realmente. 
È successo anche a te, quando ormai era troppo tardi; come se, senza che te ne accorgessi, ti avessi impiantato un dispositivo sottopelle che ti riporta sempre qui, ai miei piedi, a pensare a me. Periodicamente ti riporta qui, senza scampo. Significa che il soggiogamento è siglato, irreversibile. Lo puoi combattere, cercare di soffocarlo, sopirlo, ma prima o poi tornerà a fare irruzione nella tua vita.


Quando uno schiavo ritorna, porta con sé il fardello del fallimento. Ha creduto di poter resistere, di comportarsi da uomo retto, e invece... è ancora una volta piegato e inginocchiato, supplicando le mie attenzioni. 
Il suo destino dipende dal mio divertimento: fin dove si spingerà per riconquistare la mia attenzione? Fino a che punto saprà umiliarsi? Quali verità inconfessabili arriverà a pronunciare? Ecco il penetrante piacere di aver fottuto una mente...  assaporarne le conseguenze e avere sotto agli occhi una vita graffiata dal mio passaggio...  
Non importa se ti darò un'opportunità o se ti getterò via come un mozzicone di sigaretta ormai completamente arso. Ciò che conta è aver visto, inequivocabile, il tuo fallimento; aver percepito quanto è vuota e miserabile la tua vita senza di me, aver provato il sottile sadismo di osservare dall'alto chi può solo osare guardarmi incatenato dal basso, e sperare. 
Alcune ferite sono una salvezza, altre sono una condanna.

mercoledì 5 agosto 2015

Saluto estivo

Anche quest'anno il mese di luglio ha portato molte soddisfazioni, con il festeggiamento del mio compleanno ma non solo: ho avuto l'ennesima prova della devozione e dell'amore dei miei servitori. 

Ecco qui un piccolo esempio... il Galaxy S6 fa delle bellissime foto, vero? ;-)


Per il momento dovete accontentarvi dell'anticipazione di questo scatto; so che vi macano i miei post ma non temete, torneranno da settembre...

A presto,
EMY

lunedì 9 febbraio 2015

Sport e scommesse

Molti uomini hanno la passione per lo sport, ed è un ambito in cui possono rendersi particolarmente ridicoli, sia esultando come bambinetti allo stadio sia tentando di emulare i veri atleti con esiti pietosi. Ciò non toglie che io apprezzi da sempre l’attività fisica, in particolare la danza, ma ne ho una visione decisamente elitaria e fine a se stessa; gli sport di squadra per esempio mi annoiano tantissimo, mentre amo le discipline individuali e la cura estetica attraverso l’esercizio fisico.
Vado a scuola di danza una o due volte a settimana a seconda degli impegni, in più ho trasformato un'intera stanza della mia casa in palestra, così posso allenarmi comodamente tutte le volte che voglio, senza dover uscire.
Non c'è niente di più energizzante che percepire una goccia di sudore scendere lungo il corpo tonico e sinuoso in esercizio; il calore dei muscoli attivi rivitalizza e fa sentire in splendida forma. Una goccia di sudore che scivolerà via dalla mia schiena con una doccia fresca dopo l'allenamento, quando il vostro unico desidero sarebbe poterla sorbire avidamente con la lingua. Ma non è permesso. E quanti di voi invidieranno il cesto della biancheria sporca, al solo pensiero che raccoglierà i miei indumenti appena sfilati...


Un mio schiavo si divertiva di tanto in tanto a scommettere on line sulle partita di calcio o basket, sprecando i propri risparmi in un modo indecoroso per un moneyslave. Ora non accade più, perché ho preso possesso del suo account Bwin e sono io a scommettere con i suoi soldi; inoltre ho avuto accesso a tutti i suoi dati personali, e la sua vera identità è nuda ai miei occhi.
Su cosa scommetto visto che non mi interessano i campionati?
Scommetto secondo il capriccio. Scommetto sulle squadre che hanno un bel nome, o rappresentano città che ho visitato. Scommetto a volte anche contro i pronostici, poco mi importa, tanto i soldi sono dello schiavo e anche se perdo… lui paga come se avessi vinto.
Provo soddisfazione e divertimento nell'immaginare la faccia dello schiavo nel momento in cui scopre che il suo credito è stato investito in una scommessa impossibile, il momento in cui si accorge che quello che stupidamente considerava il suo campo viene stravolto e violentato da un mio istante di ilarità, o da un tocco svogliato della mia mano sul mouse. Il momento in cui capisce di essere inerme e intimamente devoto.
È da poco finito il girone di andata del campionato di calcio e lo schiavetto ha fatto diligentemente tutti i conti relativi alle mie scommesse, versando infine la mia quota arrotondata per eccesso, e con maggiorazione, sul mio conto. E chissà a quale cifra arriverò al girone di ritorno.
Più io gioco, più lui paga.

mercoledì 24 dicembre 2014

La cena di Natale

Non è rilevante la storia di uno schiavo che porta la Padrona a cena e poi resta fuori al freddo ad aspettarla. E' un avvenimento comune. In questo caso però entrano in gioco una serie di fattori che meritano di essere raccontati. Lo schiavo in questione è inesorabilmente fottuto, ed è arrivato a fare cose che mai avrebbe pensato di desiderare. La parola "desiderare" è la chiave di tutto.  Lo schiavo è arrivato a desiderare ciò che io voglio per lui, la sua mente è stata plasmata nel corso dei mesi senza che si accorgesse del processo di metamorfosi in atto. Ne ho avuto chiara conferma nel momento in cui gli ho dato istruzioni per la cena di Natale: lui avrebbe pagato per noi, ma non gli ho detto con quale modalità; ed ecco che lo schiavo ha un pensiero. Un pensiero che... ha tutta l'aria di essere un MIO pensiero trasferito nel suo cervello. "Padrona, potrei lasciarle direttamente il mio bancomat". Molto bene. A poco sono valsi dubbi e tentennamenti successivi causati dalla paura, ormai avevo deciso e non c'era più possibilità di tornare indietro. L'attesa del fatidico giorno è stata un crescendo di emozioni per lo schiavo, una serata memorabile di umiliazioni ricevute per la prima volta nella sua vita (anche se gli manca la classica "prima volta", dal momento che è vergine e resterà tale fino a che sarà al mio servizio). Eccolo dunque all'appuntamento, infreddolito come un cane randagio, evedentemente emozionato ed impacciato. I miei schiavi lo sanno, la loro Padrona è molto permurosa nei loro confronti... per questo avevo preparato una doggy bag per il pasto dello schiavo vergine. La doggy bag conteneva gli avanzi freddi e rinsecchiti del pranzo, una bevanda a base di sputi, un compito da eseguire durante l'attesa e una paghetta di 3 euro. Lo schiavo mi accompagna fino al ristorante che avevo appositamente scelto, elegante e soprattutto con una grande vetrata che guarda sulla strada... Lui resta fuori. Noi entriamo, ci accomodiamo, io mi siedo rivolta verso la vetrata e quello è stato il momento in cui ho goduto di più in assoluto, mi sembrava di essere in un film... noi dentro in una splendida atmosfera natalizia, con le candele ai tavoli, la musica in sottofondo, le luci dell'albero di Natale... una temperatura confortevole che mi ha permesso di rimanere a spalle nude, con l'abitino scollato e una costosa collana Swarovski luccicante in bella vista... e lui fuori come un barbone, sotto al lampione del marciapiede, infagottato in un orribile montgomery, a guardare la scena che gli era preclusa. Guardava dentro incantato come un idiota fino a che, ad un mio cenno, ha dovuto voltare le spalle e miseramente dirigersi in auto a consumare il suo pasto da solo, senza posate come un cane; e senza soldi, dal momento che prima della cena, oltre al bancomat, aveva dovuto consegnarmi anche i soldi del mio regalo di Natale. La serata si è svolta amabilmente, tra deliziose portate e calici di vino, consapevole che ogni ordinazione del nostro tavolo sarebbe stata a carico del mio servitore il quale, ormai fottuto, avrebbe conosciuto la cifra finale solo quando sarebbe stato troppo tardi per tornare indietro... cioè dopo il mio pagamento, alla ricezione del messaggio di notifica della banca. 


Al termine della serata lo schiavo vergine viene riconvocato per la restituzione del bancomat e per la valutazione del compito, che ha ben svolto ma che gli ha richiesto molto impegno, pertanto non aveva avuto il tempo di andare a divertirsi con la mia paghetta di 3 euro che ora vorrebbe restituirmi, e che gli lascio con disprezzo. Dopo il suo doveroso ringraziamento, lo schiavo vergine è libero di tornare a casa, a riflettere sulla sua dignità appena fatta a pezzi. Lui che si era avvicinato a me proprio leggendo le righe di questo blog, affascinato dalla mia scrittura, ora ne è diventato vittima protagonista; ma per raggiungere questo traguardo ha dovuto percorrere una strada di obbedienza, umiliazione, costanza e rigore: un passo dopo l'altro verso la distillazione della sua essenza più nascosta. E inconfessabile.

Emy Play

A volte mi piace inventare giochetti in cui, ovviamente, vinco sempre io. Considerato il grande successo, vi parlo del mio nuovo gioco di carte. Una volta al mio cospetto, prima di iniziare il gioco, lo schiavo viene istruito circa il regolamento; possono esserci molte varianti: dettate dal mio umore, dalle caratteristiche del servitore o dalla mia voglia di sperimentare. L'unico aspetto che resta sempre invariato è che si tratta di un gioco dittatoriale, e non c'è modo di contestare le sconfitte. Si può solo subire e sperare che la fortuna, unita alla mia benevolenza, vi conduca a qualche piccolo premio. Il mazzo conta una cinquantina di carte, realizzate da me. Adoro i dettagli e creare con le mie mani ingegnosi strumenti di tortura. Queste carte sono un pezzo unico, quindi preziosissime, completamente ideate mia mente sadica.


Vi spiegherò la versione base del gioco. Dopo aver mescolato, il mazzo viene diviso in due parti uguali, una per me e una per lo schiavo, in modo che ciascuno abbia la propria dotazione di carte da cui pescare. Le carte sono rivolte verso il basso, quindi lo schiavo è costretto a scoprire sul momento cosa lo attende. Inizio sempre io scegliendo la prima carta, che viene girata e messa di fronte al servo inginocchiato. Ogni carta raffigura un'azione o un oggetto. Abbiamo per esempio "la frusta", "lo schiaffo", e molte altre.


Ogni figura è accompagnata da un numero, che corrisponde al numero di umiliazioni da subire. Vince la carta con il numero più alto, quindi se io estraggo 15 schiaffi e lo schiavo estrae 10 frustate, lo schiavo subisce 15 schiaffi senza fiatare. In caso di pareggio, per esempio 10 schiaffi e 10 frustate, vince la carta scelta da me e i numeri si sommano, pertanto lo schiavo deve subire 20 schiaffi.
Dal momento che vi è una componente legata alla sorte, può succedere che vinca la carta estratta dallo schiavo, il quale dovrà comunque subire l'azione da lui stesso sorteggiata. Quando decido di chiudere il gioco, si conta chi ha estratto il maggior numero di carte vincenti. Se vinco io, lo schiavo deve subire una punizione finale a mia scelta. Se per caso dovesse vincere lo schiavo, ci sono due possibilità: 1) la sua vittoria viene requisita 2) lo schiavo ha il permesso di avanzare una supplica, che può essere accolta o respinta a mio insindacabile giudizio.Nel momento in cui compongo il mazzo, è possibile che decida di inserire anche un certo numero di Jolly. Se sono io ad estrarre il Jolly lo schiavo deve pagare. Se è lo schiavo ad estrarre il Jolly... deve pagare comunque!
Questo gioco in cui sono protagonista indiscussa mi diverte sempre moltissimo... il dolce sapore della vostra sconfitta si unisce al piacere di avervi in pugno, senza dimenticare lo scopo educativo, infatti è un ottimo modo per esercitare docilità e sottomissione, e rendere lo schiavo un bravo cagnolino da compagnia.


Ora però non azzartadevi a contattarmi per poter giocare con me. Sono IO che scelgo chi, come e quando CONVOCARE lo schiavo selezionato per il mio divertimento.

mercoledì 6 agosto 2014

Elogi

Sono felice di concedere un pubblico elogio agli schiavi che si sono saputi distinguere onorando magnificamente il mio compleanno. 
Ciascuno ha saputo stupirmi, e non per il comportamento fedele e sottomesso, o per lo spirito di sacrificio, perchè queste sono qualità che do per scontate nei miei servitori. Ciò che li fa emergere tra i tanti è la cura con cui si dedicano al mio piacere, in modo personale e meditato, senza osare avanzare richieste. Quindi BRAVI. Ma ricordatevi che è tutto merito mio: senza di me sareste anime incompiute e inquiete, inutile materia informe priva del soffio divino.




Sono molto soddisfatta del metodo con cui sto allevando i miei servitori, i risultati si vedono e altri traguardi dovranno essere presto raggiunti... In particolare le ultime settimane sono state di grande appagamento. 
C'è chi ha superato con estremo sforzo i propri limiti rimanendo immobile, inginocchiato e in silenzio, accettando con umiltà ciò che io avevo deciso per lui;  c'è chi ha dato prova esemplare di fiducia, mettendosi nelle mie mani senza fare NESSUNA domanda, pronto veramente a tutto; c'è chi ha dato fondo ai propri risparmi oltre alle aspettative, chi mi ha fatto davvero divertire, e chi ha dimostrato ancora una volta che Miss Emy non si dimentica MAI.



A breve partirò per le vacanze, certa che sentirete la mia mancanza e che al mio ritorno vi troverò tutti pronti sull'attenti, ad aspettarmi.



martedì 3 giugno 2014

Doppio bancomat

Da tempo lo schiavo 06/04 mi dichiarava la sua devozione. E’ uno schiavo ambizioso, aspira a diventare il migliore tra i miei servitori. Per questo il suo percorso è stato - e sarà - particolarmente duro.
Ho avuto la cura di educarlo ai principi base della moneyslavery, ma avevo l’impressione che obbedisse senza comprendere a fondo il senso del suo servizio.
Quindi ho deciso di metterlo di fronte ad una prova che avrebbe forzato violentemente la sua volontà: consegnarmi il suo bancomat e comunicarmi il codice pin.
I timori dello schiavo 06/04 erano tanti, era la prima volta che gli veniva richiesto un tale gesto di sottomissione e fiducia, e io lo esigevo.
Non c’era possibilità di scelta, doveva piegarsi al mio volere, a testimonianza della veridicità delle sue parole: essere pronto a tutto per soddisfarmi.
Sapevo che sarebbe stata una prova difficile, ed ero curiosa di vedere in che condizioni l’avrebbero ridotto l’emozione e la paura; non avevo invece il minimo dubbio che si sarebbe presentato: alle 21.30 sarebbe stato puntuale davanti allo sportello del bancomat, ad aspettarmi, ignaro del suo futuro. Avrei potuto rispedirlo a casa immediatamente, era consapevole di questa possibilità e l’aveva accettata a capo chino pur di potermi vedere, anche solo per pochi minuti.
Eccolo dunque, come un burattino nelle mie mani… talmente sopraffatto dalle emozioni, e dalla mia presenza così vicina a lui, da non rendersi conto di ciò che gli stava accadendo... l’impressione, di nuovo, era che non stesse capendo nulla della dominazione finanziaria, perso nell’estasi di mille altri pensieri.
Inserisco il suo bancomat, le mie dita delicate digitano il codice e senza pietà seleziono l’importo che voglio.
Dopo il prelievo concedo al servo stravolto dalle emozioni di potermi parlare, per valutare come si sarebbe comportato in una situazione psicologica così intensa. Durante la conversazione è incantato dalla mia voce, dai miei gesti, dal mio sguardo, dalla mia attitudine al comando.
Un desiderio inizia a farsi largo tra i suoi pensieri…
Inerme, ascolta le nuove regole comportamentali che gli impartisco, e la sua mente inizia plasmarsi a mia immagine diventando pienamente consapevole del suo ruolo di accessorio, finalizzato al mio benessere e al mio divertimento.
Mentre camminavamo insieme per le vie del centro, lo schiavo 06/04 si sentiva un privilegiato, con gli occhi invidiosi degli altri uomini puntati addosso; era evidente chi fosse dei due a comandare, ma nessuno avrebbe immaginato fino a che punto.
Al momento dei saluti mi chiede il permesso di avanzare una supplica. La mia decisione è stata questione di un istante, stavo per dirgli di no, poi l’istinto mi ha fatto propendere per una concessione: sentivo che era in uno stato di estremo soggiogamento e che avrebbe potuto darmi soddisfazione.
“Prima di andarmene desidero essere ancora il suo bancomat umano”.
Non potete immaginare il mio compiacimento, ancora una volta un uomo era stato condotto fin dove non pensava di poter arrivare, pronto ad umiliarsi di nuovo solo per rendermi felice.
Ma, si sa, ci sono dei limiti ai prelievi bancari… E così, timidamente e con la voce tremante, lo schiavo 06/04 mi rivela di avere nel portafogli una seconda carta.
Sadicamente ordino al servo di eseguire da solo il prelievo, senza la mia guida, per sottoporlo al terrore di sbagliare cifra e non soddisfarmi. Obbedisce senza fiatare.
Mi consegna i soldi e io li conto uno ad uno, ridendo davanti ai suoi occhi adoranti. Ora finalmente, grazie a me, ha capito cosa significa essere un moneyslave.
Dopodiché lo mando via, certa di aver segnato per sempre la sua mente e la sua anima.

L'indomani mi ha confessato di aver trascorso il giorno più bella della sua vita.

Punti di vista


sabato 15 marzo 2014

Il godimento della Padrona

Qualsiasi umiliazione è per te un onore, dal momento che deriva dalla mia volontà.
Essere al mio servizio ti dà un senso, ti fa sentire completo, fa emergere la tua vera natura.
Dovresti ringraziarmi ogni giorno, perché riempio di splendore la tua mente meschina.
Tu materia informe, io divina artefice: è scontato che tu tragga piacere da tutto ciò, per questo il mio piacere deve sempre per forza superare il tuo.
Amo umiliare un uomo, usare la fantasia per escogitare sadiche situazioni…
Plasmare, comandare, deridere.
Il tuo stato di sudditanza perenne farà sì che i tuoi desideri subiscano una lenta metamorfosi, fino a diventare lo specchio dei miei desideri che vengono prima di ogni altra cosa: prima della tua dignità, prima del tuo orgoglio maschile, prima dei tuoi affetti.
Godo della tua debolezza, godo delle mie vittorie, godo della mia capacità di lasciare un segno indelebile nella tua vita. Chi mi ha conosciuta non mi dimentica.


Da una massa informe di bramosie maschili, distillo ciò che mi procura godimento.
Sadismo psichico, sadismo fisico… trappole dolcemente vischiose dalle quali non vorresti mai uscire… e il mio sorriso beffardo sopra di te.
Adoro comprare scarpe e vestiti, adoro viaggiare…
Il piacere provato nel privarti dei tuoi risparmi, ancora meglio se frutto di rinunce e sacrifici, si rinnova nel momento in cui striscio la tua carta di credito gonfia dei tuoi soldi, nel momento in cui viaggio in prima classe mentre tu sei al lavoro, e fremi nell’attesa di ricevere mie notizie…
Sono sempre stata viziata, ciò che voglio lo ottengo, ma sarebbe noioso senza l’eccitazione di vedere un uomo sconfitto, pronto a tutto solo e soltanto per me, per sempre.

lunedì 10 febbraio 2014

"Moi, solamente io"

Un elegante sfoggio del "moi" francese trasformato in grottesco tarocco del mio nome, come indossare un calzino del mercato firmato Naike invece che Nike...
 
La Minette, nota anche come Linda Forlani o Madame Widow, ha copiato per intero il mio decalogo sulla sua pagina facebook, senza citare la fonte.
Vi invito a fare attenzione e a segnalarmi qualsiasi utilizzo improprio dei contenuti presenti sul mio blog.
Gli unici contatti reali, gestiti direttamente da me, sono il mio indirizzo mail emymoix@yahoo.it e la mia pagina facebook.  Tutto il resto è imitazione.


venerdì 31 gennaio 2014

Decalogo

Ora dovete prestare tutta la vostra attenzione, perché spiegherò in modo definitivo come mi piace sottomettere, e come potete sperare di ricevere le mie attenzioni. 
Questo è il mio decalogo:
1)      Lo schiavo non ha alcuna possibilità di scegliermi: dovete sperare che le vostre caratteristiche suscitino in me idee perverse, e quindi sia io a scegliere voi.
2)      Non sono a disposizione del vostro desiderio di incontrarmi: sono io che vi convoco per realizzare una fantasia e usarvi a mio piacimento.
3)      E' vietata la parola sessione: le sessioni non esistono, siete miei schiavi sempre, anche mentre dormite accanto a vostra moglie.
4)      La  mia dominazione su di voi non può occupare solo lo spazio chiuso delle quattro pareti di un dungeon: si estende ovunque io ne abbia voglia.
5)      Accetto solo moneyslave: la moneyslavery è spesso vista con disprezzo, io ho l’ambizione di trasformare il disprezzo in sublime.
6)     Lo schiavo deve sapersi mettere totalmente nelle mie mani: prima di arrivare ad un incontro vi conoscerò abbastanza da sapere cosa è giusto per voi. Io decido, voi obbedite.
7)      Lo schiavo deve tenere sempre un comportamento pubblico impeccabile, quindi deve saper controllare i propri istinti: restare in posizione eretta anche quando vorrebbe gettarsi ai miei piedi, e rimanere seduto composto anche quando vorrebbe accucciarsi sotto al tavolo del ristorante.
8)      Gli schiavi sono accessori nella mia vita: vi uso per il mio piacere e per il mio divertimento, ma non siete indispensabili. Quindi, se le vostre caratteristiche non corrispondono al mio stile, potete essere milionari ma per voi resterò solamente un sogno.
9)      Esigo massimo rispetto, ed è reciproco: vi è concesso tutelare la vostra privacy, a meno che non siate voi a comunicarmi spontaneamente i vostri dati anagrafici in segno di fiducia, cosa che nel tempo accade sempre, con mia grande soddisfazione.
10)   Il mio sguardo inquisitore sarà sempre su di voi: lo schiavo ligio e fedele è certo di restare nelle mie grazie; gli altri verranno congedati.

lunedì 23 dicembre 2013

Quell’uomo in frac...

Quell’uomo in frac, così distinto mentre si esibisce nei più bei teatri italiani ed europei… quell’uomo in apparenza rispettabile, nel suo lavoro così raffinato, in cui non ci si sporca mai le mani… eccolo invece davanti a me: inebetito, ad implorare di essere usato come un lurido cassonetto dell'immondizia.

La spazzatura finisce nella pattumiera. La mia pattumiera è umana. Non solo. La mia pattumiera si umilia a tal punto da supplicare di poter pagare per il privilegio di raccogliere i miei divini rifiuti. Ciò che comunemente sarebbe uno scarto da cestinare, se proviene da me diventa un preziosissimo feticcio.

Come l'alchimista possiede il segreto per trasformare i vili metalli in oro, una Dea possiede il segreto per trasformare la materia bruta in quintessenza pregevolissima...

Non potete immaginare il compiacimento che si prova nel vedere un uomo disposto a tutto, pronto ad obbedire a qualsiasi mio ordine pur di possedere cose che, normalmente, non avrebbero alcun valore... cose che tramite me, invece, acquisiscono sfacciatamente pregio; perchè solo chi è del tutto sicuro di sè può pretendere tanto, solo chi è consapevole del proprio Potere può spingersi fino a dove la fantasia sa osare...

giovedì 21 novembre 2013

Paure

Il timore reverenziale nei confronti della Padrona è una condizione naturale in un rapporto di Dominazione, inoltre, se la relazione ha tratti sadomasochistici, lo schiavo proverà paura per il dolore fisico che gli verrà inflitto: potrebbe subire qualsiasi tipo di pena, e senza alcuna possibilità di ribellarsi.
Paura e desiderio allo stesso tempo, quella complessa e incontrollata sensazione che pervade la mente degli uomini, nati per essere abusati da una Donna.
C’è poi una terza tipologia di paura, che sto riscontrando sempre più spesso tra i candidati che già mi conoscono per fama: è il timore di perdere il controllo di fronte al mio Potere, di finire nei guai, di non poter tornare indietro una volta intrapresa la strada della devozione, di non poter più spegnere il sacro fuoco della passione una volta acceso...


L’istinto di conservazione ti porterebbe alla fuga, ma l’eccitazione che ti pervade ti fa andare avanti, verso il tuo inesorabile destino, in ginocchio, supplicante al mio cospetto… Da quel momento la tua miserevole vita è nelle mie mani, il tuo corpo sotto al mio Governo e la tua mente pervasa da una dolce ossessione…
Una volta conosciuto quel batticuore, sopraggiunge un’ulteriore paura: il terrore di essere scartati, di perdere le mie attenzioni, di non essere in grado di servirmi. E così la dipendenza aumenta, insieme all’insaziabile desiderio di sottomissione.




giovedì 10 ottobre 2013

La mia Vita, la vostra vita

Tanti mi chiedono di pubblicare più foto, di aggiornare più spesso il blog... come sempre siete qui a pendere dalle mie labbra… voi che vi nutrite avidamente di ogni mia immagine e di ogni mio scritto…
Durante l'estate ho viaggiato, mi sono dedicata alle mie passioni, mi sono rilassata mentre voi aspettavate impotenti il mio ritorno, per dare di nuovo un senso alla vostra vita...
Sono così importante per voi… eppure per me non siete altro che un accessorio; l’essere Dominante è parte di me, non ho bisogno di una mandria di perdenti al seguito per averne costante conferma.
Vi concedo aggiornamenti quando ho tempo e voglia, ciò non significa che non sia presente; i miei migliori devoti lo sanno, e con il tempo hanno meritato i mezzi per contattarmi…

Sicuramente ricorderete la storia dello schiavo che ha visto i propri soldi strappati, sublimati, distrutti all’apice di un incontro che ha segnato per sempre la sua vita… ricorderete la preziosa busta che gli donai, con all’interno un messaggio e i resti delle banconote fatte a pezzi: eccola.
Incorniciata come un’opera d’arte.



Stupro o stillicidio?

Violenterò i tuoi risparmi o ti dissanguerò goccia a goccia…?
Dipende tutto dal mio umore, mi divertono entrambe le possibilità…
Nel momento in cui accedo al tuo paypal ho il controllo completo... sarò magnanima o finirai in balìa dei miei capricci? Quando avrò tra le mani il tuo portafogli… prenderò tutto oppure, deridendoti, ti lascerò qualche soldino per tornare a casa?
Ti svuoterò le tasche, o ti getterò in faccia con disprezzo le banconote che con amore e devozione hai risparmiato per me?
Adoro giocare pesante: 200, 500, 1.000 euro…
Qualunque sia l'importo, il mio sputo per te vale molto di più.

Ma non pensare che le piccole cifre siano meno eccitanti, è quello che chiamo stillicidio... tributi piccoli e costanti, per soddisfare l’irrefrenabile istinto di servirmi ogni volta che sei al mio cospetto. Avevo già parlato in passato del mio registro delle mungiture, ieri mi sono divertita a fare un po’ di statistiche: c’è uno schiavo che mi ha servita un centinaio di volte, piccoli tributi da pezzente, ma facendo la somma ecco che compare un importo a quattro cifre… una brava formichina che non pensa ad altro che alla sua Regina.


lunedì 8 luglio 2013

Distruzione, Piacere, Potere

I soldi si strappano con delicatezza, il suono della carta lacerata è seducente, vedo la filigrana distruggersi, percepisco la lieve resistenza del filo di sicurezza… il momento tanto atteso è arrivato, sento il Potere scorrermi tra le dita… 
Lo schiavo è inginocchiato ai miei piedi, gli occhi persi, in estasi. Non avrebbe mai immaginato che sarei arrivata a tanto. Ha percorso più di 400 chilometri per portarmi quelle banconote… proprio lui, che non è moneyslave. Anzi, disprezzava questo tipo di pratica nei rapporti bdsm… 
Il confine tra la moneyslavery e il mero lucro è molto labile… per questo mi piace percorrerlo… è un terreno delicato, posto a giudizio, in cui il denaro diventa un grande tabù morale… governare questo territorio in cui la psiche, il fascino, ma anche il rigore intellettuale sono fondamentali, rappresenta per me una delle più alte forme di Dominazione. 
Lo schiavo non sapeva cosa l’avrebbe atteso nella serata in mia compagnia. Arriva il momento di consegnare il portafogli tra le mie mani… lo apro… conto le banconote di diverso taglio… nei suoi occhi il terrore di aver sbagliato, non avendo ricevuto alcuna indicazione sulla cifra… Gli ordino di seguirmi. Se fino a quel momento, a parte l’impatto iniziale che l’aveva lasciato senza fiato, lo schiavo era riuscito a sostenere la conversazione con me… ecco che a quel punto ammutolisce. Adoro leggere sul volto degli uomini il loro annientamento, rapiti da me, come di fronte ad una visione mistica.
Assistere al mio piacere nello strappare quei soldi, vedere dal basso il mio sorriso superiore e compiaciuto… è stato un privilegio che si paga, e non con il denaro: d’ora in poi nulla sarà più come prima, e la sua vita diventerà una continua tensione verso la Perfezione di quel momento.
Quei soldi stracciati non li voglio, che restino a lui come feticcio sublimato, da venerare in ricordo del nostro incontro… ora sono in una busta, custoditi gelosamente insieme ad un biglietto scritto di mio pugno appositamente per lui...
Poco dopo, da solo nella sua stanza d’albergo, mi invia messaggi adoranti.  
Ora è in lui una nuova idea di Perfezione.